Brividi sui fogli dello sterno
s'increspa a mano a mano la certezza
delle mie braccia vuote quando erano aperte
e colme,chiuse,da sentirne il male.

C'è il tempo di gettare tutto
ciò che sfugge è l'ago senza filo
resta il possibile aperto sopra i cardini

l'impossibile è cima
dove ho raccolto aquile.

Dei sogni appesi
il vento squama
orme a ridosso dei capelli

vorrei chiudere gli occhi
per vederli intatti

mentre li sto vivendo uno ad uno.

 

Scosto l'ultima neve dal freddo delle stanze
con muri attoniti e spalle senza lana
quando l'orizzonte era pieno di ieri
e i vetri piombo dopo l'ultimo assalto.

Ho messo il bianco per accompagnarti
quel giorno fermo ai secoli a venire
e parole poche,poche parole,
ché le notti le avevano ingoiate tutte
come gocce di vipera contro la morte.

Mi accorgo adesso
in mezzo alle tue dita
di quanto fosse lungo il ponte

che non è caduto.

E fu lungo la costa
che la colse il viola
nella cornice mobile dei vetri
quando si appende tutto nella mente
a salvare naufragi e spese spicciole
- la bambola il castello una canzone il pane -
nel divenire dal chiaro al rosso sangue
verso le tasche grandi della notte.

E fu un pezzo di Atlantide
a riaffiorare all'orologio
come acqua su Marte che lei aveva visto
e passi piccoli e parentesi
prima che il per sempre e il mai perdessero la taglia

le scese un suono che pareva un gioco
lo vide viola
perchè era il tramonto.

Non c'è contagio tra dissimili
un passaggio asettico,eco sul muro
gli scontri vergini dove non nasce cosa

non c'è infezione o malattia
febbre che dica che divampa un fuoco
pronto a bruciare carne e cuore.

Ombre educate che salutano
sotto le tese larghe dei cappelli

lascia che ti abbracci forte

in mezzo al freddo.

 

 

 

Dimmi quale bellezza cerchi e in quale forma
ho attraversato scorie per risponderti
basta l'abbaglio di un momento
a fondere miraggi al fumo del vulcano.

Regge la mente regge il cuore
la voce mi diventa accordo per le favole
sulle canne da zucchero piantate
mi piace il caffè amaro e il pressapoco
ma la Legge da sempre è Perfezione.

Ho bagnato ossa e vestiti nella pioggia
per farne the alla pesca non bevuto

ci sarà un fuoco per me da qualche parte

un forse

un pressapoco

un'indulgenza.