Stupefatte le bambole in fila
non tutte scelte o comperate
tra garanzie di cellulari e puntali d'alberi bagnati
da neve indecisa se diventare pioggia o solo bianca

mi ripercorro sugli sbagli in buona fede
di un anno bisestile a prezzo alto
i nastri rossi da raccogliere
le lune appese in nostalgia d'argento
l'ultimo sogno ha preso un taxi

tolgo le virgole -e questo lo so fare-
se vivere è un discorso
facciamolo fluire senza sassi.


TSUNAMI

Sembrava
spuma innocente
come pizzo di onde a chiudere e ad aprire
da sempre il mare

ma fu potenza cieca
senza nomi ed eroi
aguzza per la morte

placida poi nel sotterrare.

 


Posarsi non è dove
se esistere ti porta dove sei
posarsi sono i fiori
nati dalla semina di un giorno
che sembrava pietra senza acqua

posarsi è ricordare il vento
unica via senza destino
che porta nuvole per poi allontanarle

posarsi non è mai stazione
solo abbassare il vetro
e leggere il giornale.

 

Parlo di incontri fatti e ripetuti
sul brivido di terra della Terra
per rimediare il karma e le rinascite
di quegli Dei colpevoli da sempre.

Resurrezione è troppo
giusto l'alzarsi in piedi da una spugna bagnata
- il profumo è ninfea-

e l'unico che ascolto è Grissom
l'unico che risponde è Goren
plasmabili e plasmanti proiezioni
quando non ci tengo a capire
che l'erba cresce e muore
mentre ogni dicembre scorre una cometa

a raccontare che poi verrà la croce.

CODA ROSSA

E quella coda rossa di scoiattolo
-il salto quotidiano dal pino al faggio-
scandiva il resto come fosse l'intero

quando alla fine di un libro
non c'era ancora l'indice.

Si sbriciolano fiori in pezzi d'infinito
prima che lo sguardo veda
silenzioso boato di ciò che muta all'improvviso
e che non ha ritratto tranne che poi
quando petali sparsi in dono
trovano la stessa tazza
di the di un nuovo mondo

da bere insieme con memoria nuova.

Dietro un geranio rosso del castello
- sacrificata l'erba in nome dell'estate -
si mise ad aspettarla

"Non sulla strada dritta" - disse -
dove andare è rigore di feriali e festivi.
Fermati all'angolo che non c'è orologio
sali verso le torri di Gamon
le porte sono tante ma te ne basta una
per capire."

Sciogli le ossa in petali di loto
accogli l'umido dell'aria quando è estate
fai che sia serra e non fastidio
- tante le maschere e le iene -

il fiore vero è l'unico a fiorire.

Un ghiacciolo di menta ti porterà all'inverno
senza freddo.

Volarono via tutte le rose
- non era maggio né dovevo attenderlo -
l'aria fu il ladro ed il chirurgo

nessuna spina di madonna nei polmoni.

Unico, il poster della nostalgia.

 

 

Un attimo dura un secondo
- eccoci -
vengo dall'acqua d'oro
- prima -
non ti chiedo di amarmi
- dopo -

ciò che è dato rimane
- sempre -


 

Incantami
quando finisce il vento
con sandali di piume e fibbie in melograno
e il giorno si riversa in vino all'orizzonte

incantami
con cerchi d'azzurro sulla sabbia
e nuove lune per tutte le maree
inventa un grattacielo da una presa di sale
a ricordare i maghi che eravamo.

La radice del caos
quando formò la prima stella.
A quante punte?
Quelle che non fanno male.

 

Si addormentò TutankhAmon
dopo essere stato sul trono più alto
nè mai smise di essere Re,TutAnkhamon
nè mai morì o morirà pur senza molte parole
pur senza giusta causa
perchè di nascita e di geni era un sovrano
TutankhAmon.

 

Stella del Nord
rimani in postazione
per quando non c'è via nè via d'uscita
diventa fiore sulla punta di un ago
per condurre il buio dove non c'è paura

la notte e il giorno ti sono addebitati
sul libretto del cielo lungo il tempo

spenditi in luce a piene mani
ma continua a brillare.

Non sto a spiegare
perchè prendo qualche goccia di En sopra il gelato
mentre semplifico i capelli di Medusa
con miele di castagno e soluzioni
che per ora sono soltanto esperimenti

non sto a spiegare il caos
di questa fine d'agosto
con il logo fasullo di mani che sorreggono
e io sotto col paniere a raccattare pezzi

non sto a spiegare
un cesto di viole che suona "It's amore" al passaggio
perchè what's amore sarebbe più corretto

non sto a spiegare
che il gelato era finito da ieri
ma passami il revolver
vedrò che cosa fare.


Sediamoci qui a spalle gobbe
- la fine del mondo è già avvenuta -
guardiamo ciò che rimane e che continua
azzardando giudizi universali
con cattiva bontà sopra l'indolenza
a piedi in dentro prima del tramonto
come fossimo due
e l'altra sono io.

Non si vedono angeli- appoggiamo la schiena -
il viaggio degli sciamani non ha passi
e ciò che brilla è acqua
con sali minerali

gusto arancia.

C'era ghiaccio sul ponte
e neanche pretendevo qualche cosa di più
il fulmine nichilista o un come stai
semplicemente strada
con neve in scaglie per smacchiare la mente

musica di silenzio tra il disfare e il fare
l'infinito è da mattino a sera
semplicemente strada

che poi si è alzata.


Non ho fisionomia da fronte libera
sottile riga in mezzo del destino
che ha preso il prendere
per darmi solo il dare

le mani aperte aspettano la neve
come pezzi di cielo a sciogliere incantesimi
di una favola bianca diventata sorte.

In bilico
tra "non c'è di che" e "perdonami"
in questa vita di menta
con vocine e aliti di vento
che squassano la pietra
mi metto in cerca di quell'uragano
che semini cielo e terra
innocenza e rimorso
di giostre dai cavalli bianchi
senza ergastoli da scontare.