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Bastasse una coperta
a scaldare la grandine
la tosse e la follia di un giorno
e il telefono a rompere
quel sogno appena visto
dietro le palpebre che cercano altri mondi

bastasse guardarsi allo specchio per sentirsi
prima della battaglia
ma sai che non c'è guerra

vogliono pace e libertà
risotto giallo e uccidere senza rimorso

bastasse una coperta
a coprire il freddo
e scoprire poi aria pulita.

E' settembre
raggiungiamo l'anno
e basterà

Vedo qualcuno:"aspetta"
volevo ricordare quando
bevevamo il caffè parlando sui due piedi
quando passava il tempo in parole e astronavi
mai viste mai arrivate e si diluiva importanza
del pranzo o della cena in noccioline e zucchero non aperto.

"Aspetta" chi eravamo e chi siamo
e quando verrà la morte ricorda di non ricordare
quella prima mancanza di accento nei capelli grigi
nella cornice niente
solo il solito ciao prima di scappare a casa.

 

Ti insegna il gioco il vento
tra le colonne
ad una ad una in fila da attraversare
mentre scende in cantina il sole
e stelle spettinate sulle punte

puoi correre su coperchi perduti
puoi cogliere le primule d'inverno
puoi andare

non c'è nulla da reggere
svaniscono i soffitti
solo il gioco del vento
a ricordare il volo
che è la vita.

puoi andare.

 

 

 

 


Se non ho ali di rondine
ne posseggo il volo


oltre quei muri a scaffali d'ebano amaro
c'è spazio sconosciuto
che riconosco in orme antiche
come cavi d'aorta sigillati
dove il sangue ha fatto week end
in altri temporali

e non è lana a tessere stagioni
solo l'ago di un ciao a trapassarle
.